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lunedì 20 aprile 2015

Teoria della nascita.

La teoria della nascita.

La teoria della nascita è una teoria psicologica elaborata dallo psichiatra italiano Massimo Fagioli1.
Esponiamo qua la teoria e poi cercheremo di rintracciare nella descrizione che questa teoria dà dei primi movimenti della mente umana anche la nascita della matematica.

Il feto viene alla luce attraverso il canale del parto.
Il feto è fino a quel momento una realtà esclusivamente biologica.
Una volta alla luce il neonato viene esposto a forti stimoli: luce, freddo, aria, rumore.
La luce è lo stimolo assolutamente nuovo.
I fotoni di luce stimolano la retina del neonato.
La retina è l'unica parte del cervello che si apre materialmente verso l'esterno.
E' stato dimostrato che la foto-stimolazione della retina determina una trasformazione radicale del cervello, rispetto alla fase uterina, in quanto ad attività e zone coinvolte.

Il feto, nelle ultime settimane di gestazione, ha maturato una potenzialità di reagire che gli ha permesso di percepire con la sensibilità della cute le qualità del liquido amniotico in forma di benessere intrauterino (calore, omeostasi).

La reazione (ossia la messa in atto della capacità di reagire) del feto rispetto ai forti stimoli ed in particolare rispetto alla luce è, secondo la teoria, quella di attuare una fantasia di sparizione nei confronti del mondo materiale esterno. Una fantasia di sparizione che rende, nella mente, non esistente tutto ciò che intorno a lui non è umano (luce, aria, freddo, rumore).
Si tratta della prima reazione mentale del neonato, del suo primo pensiero.
Il primo pensiero quindi “fa di ciò che è, ciò che non è”. Fa, nella mente, del mondo materiale qualcosa che non è.
E' importante notare che questa fantasia di far sparire qualcosa è nel neonato sana, fisiologica e non patologica ed è per questo definita “fantasia”.

Subito dopo, in un tempo non quantificabile, emerge, secondo la teoria, nella mente del neonato, la “memoria-fantasia dell'esperienza avuta” dentro al liquido amniotico.
Tale memoria-fantasia, insieme alla capacità di immaginare, determina la ricreazione nella mente del neonato delle sensazioni intrauterine. La ricreazione delle sensazioni intrauterine costituisce un'immagine mentale, la prima immagine mentale del neonato e, secondo Fagioli, la fonte stessa della realtà psichica. Non vi è realtà psichica, non vi è realtà umana, prima che questa dinamica avvenga.
Questa creazione di una immagine mentale costituisce il secondo pensiero del neonato e si tratta in questo caso di un pensiero che “fa di ciò che non è, ciò che è”: le sensazioni uterine non più esistenti vengono ricreate nella mente.
La capacità di immaginare quindi, specificamente umana, crea nella mente del neonato il suo secondo pensiero costituto appunto da un'immagine ed è questa prima immagine, questa ricreazione delle sensazioni intrauterine, che consente al neonato una immediata e spontanea ricerca di una realtà umana altra dalla propria, “una speranza-certezza che esista un seno”.

Riassumendo abbiamo quindi due momenti:
stimolazione luminosa con conseguente fantasia di sparizione contro il mondo materiale,
ricreazione delle sensazioni intrauterine come prima immagine mentale con conseguente speranza-certezza che esista un seno.

Stimolazione luminosa, fantasia di sparizione contro il mondo materiale, ricreazione delle sensazioni intrauterine, speranza-certezza che esista un seno, sono i passaggi fondamentali all'origine del pensiero umano e del tempo della vita umana nel senso che dobbiamo pensare che prima che avvenga questa dinamica non vi è realtà psichica e non vi è neanche tempo umano.

La fantasia di sparizione inoltre va pensata come una dinamica specie-specifica dell'essere umano perché tutto il regno animale è sottoposto a stimolazione luminosa alla nascita ma negli altri animali non si determina la formazione della psiche.

Nel rapporto al seno inizia la dinamica relazionale. Nel caso in cui la risposta materna sia ripetutamente deludente il bambino tenderà a ripetere la dinamica di far sparire l'oggetto frustrante, ma questa volta il far sparire sarà rivolto verso il mondo umano e non più verso il mondo non umano. La dinamica di far sparire perde allora il suo carattere fisiologico e si configura invece come patologica nella cosiddetta pulsione di annullamento.
La pulsione di annullamento, nella teoria di Fagioli, è all'origine della malattia mentale in quanto tende a fare di ciò che è umano, ciò che non è.

La nascita umana fisiologicamente sana rende possibile uno sviluppo sano.
Se le situazioni avverse determinano la malattia mentale resta comunque implicita la possibilità, con la psicoterapia, di recuperare l'originaria capacità di immaginare e con ciò di curare la malattia mentale.


Nota 1:
Massimo Fagioli, Istinto di morte e conoscenza, L'asino d'oro edizioni, Roma 2010 (prima edizione 1972).
Massimo Fagioli, La marionetta e il burattino, L'asino d'oro edizioni, Roma 2011 (prima edizione 1974).
Massimo Fagioli, Teoria della nascita e castrazione umana, L'asino d'oro edizioni, Roma 2012 (prima edizione 1975).
Massimo Fagioli, Bambino donna e trasformazione dell'uomo, L'asino d'oro edizioni, Roma 2013 (prima edizione 1980).
Ai suddetti volumi di teoria, Fagioli ha poi affiancato numerose altre pubblicazioni. La teoria della nascita è stata approfondita e ampliata, in costante confronto con scoperte scientifiche che confermano gli assunti delle formulazioni originarie.

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